Tutto nasce da una idea.
Quello che ai più appariva come un locale buio ed abbandonato in noi suscitò un
palpito, un'emozione...
Dapprima il recupero di ambienti da cui trasudano la storia e la bellezza di un'architettura senza tempo...
il tufo, che sapienti mani avevano plasmato 300 anni fa e che poi era stato nascosto dall'incuria e dall'abbandono.
Il tufo dicevamo, aveva saputo aspettare... con pazienza infinita...
Un lavoro di recupero, lento, difficile, ostinato......ha dato forma all'idea, e
l'idea è divenuta concreta......
Il luogo, un complesso ipogeo nel pieno del Centro Storico di Gravina, la più antica delle città della provincia di Bari.
Nel cuore storico di questa città, un posto che poteva ospitare solamente quanto
di meglio la nostra terra, aspra ma generosa, sa offrire a chi sa cogliere ed apprezzare.
Cenni storici
A 350 metri sul livello del mare la città di Gravina, è tutta circondata da fertili
colline e giace in una vallata.
Al confine della Puglia con la Lucania, essa fa oggi parte della provincia di Bari.
Il suo clima è piuttosto temperato; l’agro è fertile e pittoresco per un continuo
alternarsi di pianure, valli e colline; è popolato di boschi e vigneti.
Ha il sottosuolo assai ricco di acque potabili ed alcaline, il che favorisce dovunque
lo sviluppo di rigogliose vegetazioni, e l’esistenza di perenni fontane e pozzi
d’acqua, che si vedono sparsi qua e là e lungo le vie.
Abitata sin dai tempi remoti, il suo nome deriva dalla particolare ubicazione, sull'orlo
di un grosso burrone o gravina (denominata "Civitas Gravinae" nel V secolo dopo
Cristo).
Gravina in Puglia ha uno dei Parchi archeologici più grandi d'Europa. I primi insediamenti
umani si fanno risalire al quinto millennio a. C., cioè al Neolitico Medio, nell'Età
del bronzo. A partire dall'Età del ferro fu fiorente la cittadella sulla collina
di Botromagno, che oggi è il cuore del Parco archeologico.
Denominata anche Sidion (nel periodo greco) e Silvium (in età romana), ha sempre
costituito un importante centro agricolo e commerciale lungo la via Appia.
Nel V secolo il centro abitato fu distrutto durante le invasioni barbariche per
poi essere riedificato. Nel periodo di invasione dei barbari, le genti locali si
rifugiarono nelle grotte del torrente Gravina dando vita alla mirabile Civiltà rupestre.
Conobbe varie dominazioni nel periodo medievale, tra cui i Saraceni ed i Normanni.
Dal 1420 al 1807 appartenne agli Orsini.
Nel Meridione è stata una delle culle dei movimenti contadini popolari (vi nacquero
infatti le leghe contadine) che avversavano lo strapotere dei ricchi proprietari
terrieri. Leader di tale movimento fu Canio Musacchio, fondatore del Partito socialista
a Gravina e della prima Camera del Lavoro a Bari.
Oggi Gravina è un centro a forte trazione economica, in tutti i settori, baricentrica
nel Sistema Murgiano anche per la tradizione Fiera di San Giorgio che ininterrottamente
si tiene da oltre 700 anni. Quest'ultima, nata come fiera agricola e del bestiame,
è oggi un'importante campionaria multi-specializzata.